Ticino fregato ancora una volta dagli “amici” (si fa per dire) d’oltralpe. Questo è l’esito della votazione della scorsa domenica sull’iniziativa contro le residenze secondarie.

Un voto da cui la Svizzera è uscita, per l’ennesima volta, spaccata: con i Cantoni  alpini che si vedono imporre l’ennesimo Diktat dalle grandi aree urbane. Il federalismo, già traballante, si becca un ulteriore duro colpo. L’iniziativa “Stop alla costruzione sfrenata di abitazioni secondarie” è antifederalista e giacobina. E il nome era, naturalmente, uno specchietto per le allodole. Ai Cantoni e soprattutto ai Comuni viene tolta la possibilità di autodeterminarsi in materia di residenze secondarie, e quindi di turismo. I Comuni ticinesi non saranno più liberi di decidere quante residenze secondarie vogliono. Il tetto massimo del 20% di residenze secondarie in ogni Comune ci viene imposto da Oltregottardo. La coesione nazionale ne esce a pezzi.

 Il Ticino si è già visto imporre la devastante libera circolazione delle persone, rischia di vedersi imporre tre anni di isolamento tramite la chiusura del tunnel autostradale del Gottardo;  adesso arriva il tetto massimo delle residenze secondarie. Gli amici d’Oltralpe, evidentemente, vogliono desertificare economicamente il nostro Cantone e trasformarci in una riserva indiana.

La prima conseguenza della votazione della scorsa domenica sarà che le residenze secondarie esistenti, non potendosene aggiungere altre, aumenteranno di valore. Affari d’oro dunque per gli speculatori immobiliari.

La seconda sarà il blocco totale delle ristrutturazioni dei rustici. Eh sì. Decenni di lotta con i burocrati bernesi per poter trasformare la cascina del bisnonno in residenza secondaria, discussioni a non finire per preparare il famoso PUC –PEIP già trasformato in PUC-PEIP due:  e adesso che si vedeva una soluzione, ci si accorge che tutti gli sforzi sono diventati inutili. Nelle valli montane in cui si trovano i rustici papabili di venire trasformati in residenze secondarie, infatti, il tetto massimo talebano del 20% è già superato; a dire il vero, lo è in praticamente tutti i comuni ticinesi, salvo poche eccezioni. Risultato: adesso che il PUC-PEIP “riveduto e corretto” è in dirittura d’arrivo, ci si accorge che di rustico non se ne potrà ristrutturare nemmeno uno. I proprietari di rustici si ricordino di ringraziare i ro$$o-verdi.

Se poi                  qualcuno pensa che lo stop alle residenze secondarie stimolerà la creazione di nuovi posti letto alberghieri, ebbene questo qualcuno si illude, ma alla grande. Senza la possibilità di finanziamento legata alla messa sul mercato appartamenti di vacanza, di nuovi alberghi non se ne vedranno proprio.

In compenso, poiché le residenze secondarie, ovviamente in un quantitativo ragionevole – ma per questo bastavano i piani regolatori e non c’erano bisogno di iniziative talebane, giacobine e antifederaliste – sono una componente importante del turismo e dei suoi indotti economici, questa possibilità di sviluppo, specie per le regioni discoste, viene a cadere.

Da notare che ancora una volta, per tutto questo, il Ticino può ringraziare il partito $ocialista, il cui obiettivo è, evidentemente, lo sfascio di questo Cantone.

Il partito $ocialista infatti sostiene:

        L’adesione della Svizzera all’UE;

        Tre anni di chiusura del tunnel autostradale del Gottardo e conseguente isolamento del Ticino dal resto della Svizzera;

        Il blocco totale delle ristrutturazioni dei rustici.

Altri commenti diventano, a questo punto, superflui.

Lorenzo Quadri