I criteri per mettere fine al lockdown vengono cambiati per assecondare i chiusuristi

I contagi da stramaledetto virus cinese sono – per fortuna – in continuo calo, in Svizzera ed in Ticino. Le modeste aperture in vigore dal 19 aprile non hanno portato ad un aumento delle infezioni. E quindi si sarebbe potuto, e dovuto, riaprire prima. Il che avrebbe permesso di limitare i danni economici, occupazionali e sociali. Come pure l’impiego di denaro pubblico per indennizzare (in una qualche maniera) chi è stato mandato in lockdown perpetuo da politicanti e burocrati chiusuristi.

Fa pure freddo

Vista la situazione, è incomprensibile che i ristoranti debbano ancora aspettare tre settimane per poter (forse) riaprire anche gli spazi interni! Colmo di sfiga, alla faccia del preteso surriscaldamento climatico, il tempo è freddo e piovoso. Siamo a metà maggio, ma sembra di essere in marzo. Sicché le terrazze dei ristoranti sono poco utilizzabili!

Task force: basta!

Non ci sono scuse per posticipare addirittura a giugno (al 31 il mese di maggio è finito) la riapertura delle sale degli esercizi pubblici. Se non le solite fanfaluche dei burocrati della fallimentare Task force: quelli che prevedevano una catastrofica terza ondata pandemica con 10mila contagi al giorno, ed invece…

Costoro già ad inizio settimana raccontavano che sarebbe “troppo presto” per permettere alla ristorazione di tornare a lavorare.

Come no. A dar retta alla Task force, a quest’ora sarebbe ancora tutto chiuso, compresi i negozi, e la gente sarebbe blindata in casa come in Cina durante la prima ondata!

E’ ora che i burocrati della Task force vengano rimessi al loro posto: dietro le quinte. Altro che continuare a mettere fuori la faccia sui media!

Non è finita. Precisando la propria posizione, la Task force ha puntualizzato che riaprire le sale dei ristoranti sarebbe “prematuro” poiché le persone vaccinate “sono ancora troppo poche.

Di chi è la colpa?

Avanti con la presa per i fondelli! I criteri per le riaperture continuano a venire cambiati per assecondare i chiusuristi.Prima a fare stato erano i pazienti in cure intense; visto che non ce ne sono quasi più, si è passati al numero di contagi; dato che le infezioni calano, al tasso di riproduzione del virus; e adesso che nessuno di questi criteri è in grado di giustificare il mantenimento del lockdown, che si fa? Ci si inventa il nuovo requisito, ossia il numero di persone vaccinate!

Ohibò, e di CHI è la colpa se in Svizzera le persone vaccinatesono ancora troppo poche?  Risposta: del “ministro dei flop” kompagno Alain Berset (P$) e degli inetti buorcrati ro$$i dell’Ufficio federale di sanità pubblica (UFSP)!

Sputnik e AstraZeneca

Nei giorni scorsi, ad esempio, abbiamo appreso che San Marino (per quanto si tratti di un paese piccolo) ha sconfitto lo stramaledetto virus cinese tramite il vaccino russo Sputnik. E cosa fa la Svizzera su questo fronte? Ronfa! Già lo scorso dicembre (!) la Lega tramite atto parlamentare aveva esortato il governicchio federale a procurarsi il preparato russo. Ma naturalmente Berna non ha fatto un tubo. Oggi, ad oltre cinque mesi di distanza, il vaccino in questione risulta scomparso dai radar federali! Addirittura, i burocrati di Swissmedic non hanno ancora omologato il preparato di AstraZeneca, che è stato utilizzato con successo in Gran Bretagna (e non solo) per vaccinare milioni di persone. Tutto per paura di rarissimi effetti collaterali. Quante migliaia di persone sono morte nel frattempo in Svizzera per mancanza di vaccini? Altro che farsi le pippe mentali su effetti collaterali che subentrano ad ogni morte di Papa!

Consultazioni farlocche

Oltretutto, per completare la presa per i fondelli, questa volta la consultazione dei Cantoni sulle proposte del governicchio federale durerà due settimane, invece di una. Si tratta di un pretestucoloper allungare i tempi e quindi giustificare l’attesa di tre settimane per la riapertura degli spazi interni dei ristoranti. L’intenzione non è certo quella di permettere ai Cantoni di prendere posizione con più calma! Anche il Gigi di Viganello ha capito, e da un pezzo,che queste consultazioni sono integralmente farlocche: o dicono quello che il CF vuole sentirsi dire, oppure finiscono nel sacco del rüt.

Per i ristoranti, un’attesa fino al 31 maggio (che tra l’altro cade di lunedì) significa perdere il fine settimana di Pentecoste (24 maggio) oltre a quello precedente l’apertura. Intanto che gli alberghi sono pieni di turisti.

Non ci vengano a raccontare…

Inoltre, che il “ministro dei flop” kompagno Berset ed i suoi burocrati non ci vengano a raccontare che stare seduti ad un tavolo di ristorante, a distanza dagli altri avventori e con barriere diplexiglas in mezzo, è più rischioso, dal profilo del contagio, che partecipare alle ammucchiate a cielo aperto senza mascherina stile “Riccione a Ferragosto” che abbiamo visto in tutto il paese negli scorsi Weekend!

Berset e compagnia cantante, sveglia! Riaprire subito i ristoranti! Ogni giorno che passa sono fallimenti, disoccupati e soldi pubblici spesi! C’è gente che, per colpa dei Diktat di Berna, non può lavorare da cinque MESI!

Lorenzo Quadri