Potenziamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone

Lo scorso primo aprile, Berna ha fatto un “bel” regalo al Ticino, ma non si tratta di un pesce (anche se lo si sarebbe potuto sperare…). Il Consiglio federale, ed in particolare il ministro PLR dell’Economia Johann Schneider Ammann, ha congelato il pacchetto di potenziamento delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone.  Un pacchetto alla cui composizione aveva partecipato anche il Ticino, come unico cantone coinvolto.

Esplode l’assistenza

Nel frattempo, per la serie “ma tu guarda i casi della vita”, in Ticino si è appresa la notizia dell’esplosione dei casi d’assistenza, con tanto di invito ad emigrare da parte del ministro della socialità Beltraminelli (emigrare per fare spazio a frontalieri e padroncini? Mica male come programma). E’ evidente che l’esplosione dei casi d’assistenza è la spia di un mercato del lavoro mandato a ramengo dalla libera circolazione delle persone. Perché non ci possono essere 62’500 frontalieri e decine di migliaia di padroncini e oltre 8000 casi d’assistenza tra i residenti. Chiara testimonianza, se mai ce ne fosse bisogno, che dei correttivi urgono.

Dumping? Connais pas!

In tempi ancora più recenti, il Consiglio federale, malgrado la richiesta della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, ha rifiutato di migliorare la raccolta di dati sul dumping salariale e sociale. Come dire: combattere il dumping costa, ed i ticinesi non valgono né la spesa né lo sforzo. Ma, e l’hanno capito tutti, c’è anche un altro retropensiero (per la serie: a pensar male si commette peccato ma ci si azzecca quasi sempre). Se infatti il Consiglio federale, ed in particolare il PLR Schneider Ammann (che non ha freddo ai piedi) dovesse disporre di dati veri sul dumping, poi non potrebbe più venire a raccontare che il fenomeno non esiste perché dalle cifre taroccate della SECO non risulta che… Evidentemente chi, come il Consiglio federale, vuole rifare il “maledetto voto” del 9 febbraio, non ha alcun interesse a rendere pubblici quei dati ed argomenti che gli giocherebbero contro nell’eventuale nuova votazione.

“Triplete” di njet

Ciliegina sulla torta, più o meno in contemporanea al rifiuto del Consiglio federale di occuparsi del dumping – perché costa (?) e soprattutto perché è più conveniente non sapere – dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale è arrivato il “triplete” di njet a tre iniziative cantonali ticinesi. Iniziative che non vertevano esattamente sul sesso degli angeli, bensì su temi quale il Ticino zona franca, la facoltà dei Cantoni di stabilire i contingenti dei frontalieri, ed i ristorni dei medesimi. Che delle iniziative cantonali vengano respinte a Berna non è di per sé niente di straordinario. Ma che sia arrivato il triplete di njet, e per di più all’unanimità, una qualche domandina la fa nascere.

Quindi: da un lato grandi dichiarazioni di attenzione per la situazione ticinese (per la serie: una buona parola non costa niente) poi, all’atto pratico, arrivano le decisioni in senso contrario.

Come prima

Il congelamento del potenziamento delle misure fiancheggiatrici è il caso più plateale, ma non è certo l’unico. Anche  il navigato sindacalista Renzo Ambrosetti si è accorto, meglio tardi che mai, che i consiglieri federali si dimenticano delle promesse fatte al Ticino non appena tornati al di là del Gottardo.

E’ inaccettabile e scandaloso che il potenziamento delle misure accompagnatorie – che non è la panacea, ma sempre meglio di un calcio nelle gengive – venga “congelato” (che in politichese significa “affossato”) dal Consiglio federale, in prima linea dal PLR Schneider Ammann, dietro pressioni lobbystiche, e con giustificazioni che fanno ridere i polli. L’abbandono del tasso di cambio minimo con l’euro è semmai un argomento a favore di misure fiancheggiatrici potenziate, non certo contro, visto che ha fatto aumentare il dumping. Quanto alle trattative in corso sul 9 febbraio: tanto per cominciare siamo ai piedi della scala. Ed inoltre, al momento la devastante libera circolazione delle persone è in vigore esattamente come prima del voto sull’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”: ossia senza limiti. Sicché il pacchetto di potenziamento delle misure accompagnatorie, come chiesto dalla mozione al Consiglio federale depositata da chi scrive nei giorni scorsi, va subito riattivato!

Lorenzo Quadri