Ma guarda un po’: a seguito dell’iniziativa dei paesi dell’est, sia quelli nell’UE che quelli a ridosso, i passatori ed i finti rifugiati si troveranno chiusa (o comunque, meno aperta) la strada balcanica. La conseguenza ovvia è che la Svizzera rischia di venire presa d’assalto ancora maggiormente dalle fiumane di migranti economici che stanno invadendo l’Europa, l’80% dei quali è composto da giovani uomini soli che non scappano da alcun conflitto e che – proveniendo da modelli di società incompatibili con il nostro – provocano gravi problemi d’ordine pubblico nei paesi ospitanti (vedi i fatti di Colonia e non solo).

Il caos asilanti
La chiusura della via balcanica rischia dunque di far scoppiare in Svizzera il “caos asilanti”, e questo da un giorno all’altro. In simili circostanze, rendere il nostro paese meno attrattivo per i finti rifugiati diventa una necessità imprescindibile. Ed invece la revisione dell’asilo sfornata dalla kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga, e approvata dai partiti $torici spalancatori di frontiere, va nella direzione diametralmente opposta.

Cifre sballate
La riforma della kompagna Sommaruga andrebbe affossata già solo per il fatto che si basa su cifre clamorosamente superate dagli eventi. Infatti il modello è costruito partendo dal presupposto: 24mila domande d’asilo all’anno di cui il 40% sarebbero “casi Dublino”, e quindi destinati all’allontanamento dalla Svizzera. La realtà attuale è ben diversa. Nel 2015 le domande d’asilo sono state 40mila. E dei 18mila casi-Dublino identificati lo scorso anno, solo 2400 hanno potuto essere riconsegnati agli stati di pertinenza: una miseria!

Sicché, non porta a nulla accelerare – come si dice di voler fare – le procedure, se poi non si riesce ad espellere chi va espulso. Non solo non serve, ma è controproducente, poiché aumenta l’attrattività della Svizzera per i migranti economici. A parte che non si capisce come intasare i tribunali con una pletora di ricorsi di finti rifugiati, pagati dal contribuente, possa accelerare le procedure. Perché è questo che accadrà se la balorda idea di pagare l’avvocato ai sedicenti profughi, contemplata dalla riforma, dovesse diventare realtà!
40mila asilanti uguale, potenzialmente, 40mila ricorsi. Oltre a sborsare cifre stellari per pagare gli avvocati ai finti rifugiati dovremmo anche assumere nuovi giudici per smaltire i ricorsi pretestuosi, che tutti faranno pur di rimanere in Svizzera?

Diritti dei cittadini calpestati
Per non parlare poi della facoltà, che verrebbe data alla Confederazione, di espropriare allegramente sedimi pubblici e privati per insediarci nuovi centri asilanti come quello di Chiasso: strutture che di problemi alla popolazione residente ne provocano eccome. In proporzione infatti – e lo dicono le statistiche, non il Mattino razzista e fascista – gli asilanti delinquono 15 volte di più (!) dei residenti!
Qui viene violato un diritto fondamentale dei cittadini: quello alla proprietà privata. Ma naturalmente dai moralisti a senso unico, quelli che starnazzano contro il divieto di burqa a loro dire lesivo della libertà individuale (uella), giunge il solito silenzio sepolcrale. Gli spalancatori di frontiere politikamente korretti ci ricascano: si agitano come sui carboni ardenti a difesa di presunti diritti degli immigrati, compresi quelli clandestini; mentre rottamano i diritti fondamentali dei cittadini.

Pretesto farlocco
E’ quindi evidente che, con il pretesto farlocco dell’ “accelerazione delle procedure”, l’ennesima riforma taroccata dell’asilo vuole semplicemente aggiungere nuovi privilegi, profumatamente pagati dal contribuente svizzerotto, alla pletora di diritti di cui già godono gli asilanti. Siamo dunque di fronte ad un’ulteriore esasperazione della deleteria politica dell’accoglienza indiscriminata. Del resto, se così non fosse, pensate che i kompagnuzzi a Berna avrebbero approvato la riforma? Mai più!
Oltretutto, colmo del tafazzismo, l’attrattività della Svizzera per i finti rifugiati viene scriteriatamente aumentata proprio in contemporanea con la chiusura della “via balcanica”, ciò che imporrebbe un intervento deciso per sventare un assalto alla diligenza rossocrociata. Invece, Sommaruga e soci l’assalto alla diligenza lo vogliono fomentare.
Lorenzo Quadri