Ulteriore dimostrazione di “tolla” da Oltreconfine sulla rivista Quattroruote
Si scandalizzano perché gli svizzeri fanno pagare le multe agli italiani!

Un’interessante dimostrazione dell’atteggiamento che impera nella vicina ed ex amica Penisola nei confronti della Svizzera lo si trova in un recente numero della rivista Quattroruote, inviatoci nei giorni scorsi da un gentile lettore.

La rivista, sotto il titolo “Svizzera a caccia di colpevoli” (cominciamo bene…) dedica pressoché un’intera pagina al fatto che il nostro Paese perseguirebbe tramite rogatoria internazionale gli automobilisti italici che commettono infrazioni in Svizzera senza pagare le contravvenzioni. Eh già: forse, secondo i  giornalai della vicina Penisola, i loro connazionali dovrebbero poter infrangere allegramente il codice della strada senza andare incontro ad alcuna sanzione.  Tanto gli svizzeri sono fessi e non si accorgono di niente.

Visto che non basta l’invasione di padroncini e frontalieri, aggiungiamoci pure l’impunità alle infrazioni stradali!

Evidentemente qualcuno a Sud di Chiasso dura molta fatica nel rendersi conto che in Italia almeno 300mila persone (frontalieri, padroncini e loro familiari) mangiano ed hanno un tetto solo grazie alla prossimità con il Ticino in regime di devastante libera circolazione delle persone. Bisognerà dunque chiarire il messaggio con misure concrete: a partire dai controlli antipadroncini in frontiera da tenersi con cadenza quotidiana, visto che evidentemente gli svizzerotti – che vanno a Roma a parlare in inglese – non sono in grado di farsi rispettare.

Su Quattroruote, e questo è proprio il massimo, si invitano le autorità italiche a farsi valere contro gli svizzerotti che pretendono, cosa inaudita, di far pagare le multe agli italiani. “Sono troppe le auto svizzere – vaneggia l’anonimo redattore – che sfrecciano sulle nostre strade con (almeno apparente) impunità”. Che tolla!

Punto primo: le autorità italiane, e prossimamente potremo al proposito raccontarvi anche un paio di gustose storielle, pretendono che gli svizzerotti paghino multe addirittura per infrazioni che non hanno commesso, e le procedure vengono mantenute anche davanti alle prove che l’infrazione nemmeno sussiste (evidentemente la vicina Penisola ha necessità di fare cassetta).

Punto secondo: è tutta italica la brillante pensata della multa alle auto elvetiche che circolano senza l’adesivo CH: un reato sicuramente gravissimo, tanto più che la bandiera della Confederazione, come pure quella cantonale, è già inserita nelle targhe elvetiche, per cui non può sussistere alcun dubbio sulla provenienza del veicolo. Tuttavia non siamo a conoscenza di automobili italiane multate per mancanza del contrassegno “I”. Sicché forse qualcuno non è bene in chiaro su chi dovrebbe farsi valere con chi.

Punto terzo: in Ticino ogni giorno ci troviamo a dover convivere con 60mila auto di frontalieri e svariate migliaia di veicoli di padroncini che non solo intasano le nostre strade, ma commettono anche un numero di infrazioni proporzionato a quello dei veicoli. Questo senza voler andare a disquisire sugli “stili di guida” d’Oltreconfine. In proporzione, sarebbe come se in Lombardia entrassero ogni giorni due milioni di automobili con targhe svizzere. Quali sarebbero le “troppe auto svizzere” che “sfrecciano” sulle strade della Penisola? Quelle dei ticinesi che (purtroppo) vanno a fare la spesa in Italia?

Anche da questo articolo su Quattroruote emerge come, ancora una volta, i nostri vicini a sud facciano sfoggio di quantitativi industriali di tolla (che vale più dell’oro). Ma, se questo accade, è perché gli svizzerotti ligi alle regole si sono sempre fatti menare per il naso.
Lorenzo Quadri