Non solo Bruxelles. Anche Washington pretende di schiacciarci gli ordini. Basta!

Fermiamo le calate di braghe davanti agli eurobalivi e vietiamo l’accesso alla Svizzera agli invasati burocrati yankee!

La sovranità e l’indipendenza della Svizzera sono continuamente sotto attacco.  In settimana il “medico italiano” (cit. Corriere della Sera) del PLR si è di nuovo recato in pellegrinaggio a Bruxelles per incontrare il vicepresidente della Commissione UE Maros Sefcovic (Maros chi?) ovvero il burocrate slovacco, formatosi alla scuola dell’Unione sovietica (e si vede), delegato ai rapporti con la Confederella.

Ad ognuno di questi incontri c’è da farsi il segno della croce. Infatti il ministro degli Esteri binazionale non va dagli eurobalivi per mettere dei paletti, bensì per calare le braghe.

Oltretutto il governicchio federale vagheggia di concludere con Bruxelles anche accordi sull’elettricità. Facile prevedere dove si andrà a parare: svendita di sovranità in cambio di corrente. Ammesso e non concesso che l’UE abbia energia da vendere alla Svizzera, e se sì a che prezzo.

Il disegno è chiaro

La scorsa settimana il CF ha annunciato che l’eventuale (?) mandato negoziale con l’UE verrà presentato solo a fine anno, dopo le elezioni federali. Sotto la parvenza della forma corretta, si sente la puzza di fregatura. Il disegno è chiaro. Prima si lascia passare l’appuntamento con le urne; dopodiché, i cittadini vengono infinocchiati tramite svendita del Paese. Il governicchio federale, messo sotto pressione da burocrati e politicanti eurtoturbo oltre che dal club delle multinazionali, scalpita per legare istituzionalmente la Svizzera all’UE. Ma questa intenzione, prima delle elezioni, va tenuta il più possibile nascosta. Perché altrimenti la partitocrazia eurolecchina potrebbe risultare penalizzata.

Hanno perso il patàn

I balivi di Bruxelles avanzano sempre le medesime pretese. La ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto UE, i giudici stranieri (della Corte di Giustizia europea) e la direttiva comunitaria sulla cittadinanza sono ancora lì, aggrappati come cozze allo scoglio. C’è pure una new entry, ovviamente peggiorativa: la Svizzera sarebbe disponibile (e chi l’ha deciso?) a rendere regolari i contributi miliardari di coesione all’UE.

Il parlatoio europeo vorrebbe addirittura forzare i tempi: questo ricettacolo di mazzettari adusi a legiferare sulla lunghezza dei cetrioli e sulla curvatura delle banane ha fretta di trasformarci in una sua colonia.

E’ il colmo: la Confederella, sotto il pretesto dell’accesso al mercato comunitario, non solo dovrebbe cedere a Bruxelles la propria sovranità, ma dovrebbe pure versarle somme fuori di cranio. Qui qualcuno ha proprio perso il patàn!

Due punti

Avanti di questo passo, ci ritroveremo con lo stesso sconcio trattato istituzionale giustamente affossato nel maggio del 2021;addirittura a prezzo maggiorato. E’ chiaro che non ci stiamo! Un accordo del genere segnerebbe la fine della Svizzera così come la conosciamo oggi, dal momento che porrebbe la pietra tombale sulla sua autonomia, sulla sua indipendenza, ed anche sui diritti popolari. I cittadini non potranno più decidere una fava, se le leggi ce le detterà Bruxelles. La nostra stessa Costituzione verrà messa fuori uso. Ad esempio: la direttiva europea sulla cittadinanza renderebbe praticamente impossibile l’espulsione degli stranieri che delinquono o che sono a carico dello Stato sociale, se questi sono dei cittadini comunitari. Le espulsioni votate dal popolo verrebbero quindi rottamate in via definitiva.

I buoni rapporti commerciali tra Svizzera ed UE sono importanti. Lo sono per entrambe le parti. Mica solo per noi. Ed attualmente a guadagnarci di più è l’Unione europea. Non ha quindi alcun interesse a far saltare gli accordi bilaterali attuali.

Due punti sono imprescindibili:

1) I rapporti tra Svizzera ed UE devono essere paritari
2) sovranità, indipendenza e diritti popolari non sono negoziabili.

Il “medico italiano” del PLR ha tenuto un discorso del genere al balivo Sefcovic? Non crediamo proprio!

Imperialismo americano

La fallita UE non è la sola a pretendere di schiacciarci gli ordini. Gli USA fanno la stessa cosa. Risulta infatti che, settimana prossima, un gruppo di burocrati yankee intenda piombare in Svizzera per uno “scambio di informazioni” (?) con i rappresenti del settore delle materie prime e della SECO. Il sospetto(eufemismo) è che si tratti in realtà dell’ennesima operazione imperialista, volta a ricattare la Confederella in materia di sanzioni contro la Russia.

Gli States vorrebbero infatti obbligare la Svizzera a partecipare al gruppo di lavoro, “naturalmente” gestito dall’amministrazione RimbamBiden, che mira ad inventarsi dei pretesti per giustificare la confisca, ossia il FURTO, degli averi dei cosiddetti “oligarchi russi”. Di recente alcuni politicanti USA si sono messi a starnazzare a vanvera contro il nostro Paese, lanciando strampalate accuse di non applicare a dovere le sanzioni contro Mosca. E’ dunque fin troppo facile intuire cosa si sta preparando!

Non devono entrare

Ai giannizzeri yankee va semplicemente vietato l’accesso al nostro Paese. I balivi a stelle e strisce non hanno alcun diritto di venirci ad imporre chi dobbiamo sanzionare e come.

Che a Berna nessuno si sogni, per accontentare Washington, di prendere delle misure – come il FURTO degli averi russi – che sono contrarie alle nostre leggi ed alla nostra Costituzione, e che decreterebbero la rottamazione definitiva della nostra neutralità!Chiaro il messaggio, guerrafondai $inistrati e “medico italiano”?

Occorre invece ritornare alla neutralità integrale: tutti a firmare l’apposita iniziativa popolare!

Ricordiamoci che gli USA hanno già sfasciato la nostra piazza finanziaria. Hanno lanciato una guerra economica contro il nostro segreto bancario per ingrassare i propri paradisi fiscali, i quali – ma guarda un po’ – non rispettano le regole che gli yankee hanno imposto a noi. Fino a quando vogliamo andare avanti a calare le braghe?

Sveglia, la nostra politica estera (che è poi anche politica interna) non la decide Washington!

Lorenzo Quadri