Dimostrazione che la Lega, dopo aver confermato la maggioranza relativa in CdS, deve diventare più forte anche a livello federale

La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati – dove non siede nessuno dei due senatori ticinesi – ha respinto all’unanimità tre iniziative del nostro Cantone: quella per l’introduzione di uno statuto speciale per il Ticino, quella che domanda di abrogare e rinegoziare la convenzione sui ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri e quella in cui si chiede che la competenza per la fissazione dei contingenti e tetti massimi riguardanti i frontalieri sia trasferita ai Cantoni.

Si sta già facendo?

Per le ultime due iniziative l’argomento utilizzato dalla Commissione per il siluramento è che si starebbe già facendo. La famigerata Convenzione del 1974 è in corso di negoziazione nell’ambito degli accordi-ciofeca con l’Italia. La fissazione dei contingenti la si discute nel contesto della concretizzazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Un contesto in cui si sta facendo  melina oltre a tentare di abituare i cittadini all’idea che “sa po’ fa nagott” per poi inventarsi una nuova votazione.

Per quel che riguarda lo statuto speciale, invece, si tratta di un njet chiaro: non si vuole andare in questa direzione.

Iniziative cantonali

E’ vero che le iniziative cantonali non hanno un alto tasso di riuscita alle camere federali. Per non dire che vengono quasi tutte impallinate. I promotori pensano che, essendo queste proposte sottoscritte dalla maggioranza di un legislativo cantonale,  vengano trattate con particolare riguardo a Berna in quanto espressione della volontà di un Cantone. Le cose vanno diversamente. Un’iniziativa cantonale non ha più chance di venire accolta dell’atto parlamentare di un semplice deputato alle Camere federali. 

Un’idea del Nano

Lo statuto speciale, si ricorderà, era una vecchia idea del Nano. Non ha perso nulla della sua attualità. Al contrario: la devastante libera circolazione delle persone ha dimostrato che il Ticino necessita proprio di soluzioni speciali. Perché si trova in una situazione unica in tutta la Svizzera.

Il fatto che tutte e tre le iniziative siano state respinte all’unanimità deve preoccupare, pur nel quadro delle citate poche chance delle iniziative cantonali in generale. Nessuno dei 13 membri della Commissione dell’economia e dei tributi, presieduta dal Kompagno Roberto Zanetti di Soletta ed in cui siede il presidente del P$$ Christian Levrat, ha ritenuto di esprimersi a sostegno delle proposte presentate, ed in particolare della zona a statuto speciale.

Più forti anche a Berna

Un sostegno a questa iniziativa sarebbe servito a dimostrare consapevolezza della situazione ticinese: essendo un Sonderfall, necessita anche di soluzioni ad hoc. Del resto di regimi speciali ne esistono in vari ambiti, ad esempio fiscale.  Un messaggio in questo senso, la Commissione dell’economia e dei tributi degli Stati avrebbe potuto benissimo darlo: sarebbe stata una dimostrazione della famosa “attenzione particolare” con cui a Berna si riempiono la bocca ma che poi non si trasforma in niente di concreto. I Consiglieri federali si dimenticano delle promesse fatte al Ticino non appena hanno di nuovo varcato il Gottardo. Ed evidentemente non sono i soli. Possibile che nessuno dei 13 commissari abbia pensato che, se queste proposte arrivano, e raccolgono maggioranze in gran consiglio, forse hanno anche delle ragioni di essere? Se ne deve dedurre che a Berna si sta prendendo sottogamba la situazione ticinese?

Questa nuova porta in faccia  al nostro Cantone non è certo di buon auspicio per il futuro. Forse qualcuno crede che il voto del 9 febbraio e la vittoria elettorale della Lega dello scorso fine settimana siano dei capricci ticinesi? Non è così!

E’ dunque necessario che la Lega – dopo aver confermato la maggioranza relativa in Consiglio di Stato – in ottobre diventi più forte anche a Berna.

Lorenzo Quadri