I legulei di Strasburgo pretendono di imporci gli accattoni rom e pure i terroristi

Nei giorni scorsi abbiamo appreso l’ennesima cappellata della Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo. Ovvero la CEDU, quella chiamata ad applicare la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, anch’essa abbreviata in CEDU.

La Corte di Strasburgo ha infatti sentenziato che il divieto di accattonaggio in vigore nel Canton Lucerna non sarebbe legittimo, in quanto violerebbe i diritti umani. Ma andate a scopare il mare!

Da notare che il Tribunale federale – non certo un covo di beceri leghisti, populisti e razzisti – ha invece sempre stabilito la legittimità di questo genere di divieti, mirati a “preservare l’ordine, la sicurezza e la tranquillità pubbliche”.

La maggioranza dei Cantoni

I Cantoni che vietano l’accattonaggio sono una maggioranza: 15 su 26, e più precisamente Vaud, Ginevra, Neuchâtel, Friburgo, Glarona, Sciaffusa, Zugo, Grigioni, Zurigo, Turgovia, Basilea-Città, Obvaldo, San Gallo, Argovia e Ticino. Notare che nell’elenco figurano anche Cantoni $inistrati romandi. In quel di Ginevra una donna rumena era stata multata per accattonaggio e la solita CEDU ha pensato “bene” di accogliere il ricorso della nomade, andando dunque ad inficiare il divieto di elemosinare in quel Cantone. L’Ente pubblico venne addirittura condannato a pagare 900 franchi di danni morali (uella!) all’accattona rom.

Anche contro il divieto vodese, che esiste dal 2018, è pendente un ricorso. Ci piacerebbe proprio sapere chi finanzia questa ricorsite. Magari le solite associazioni immigrazioniste contigue al P$?

E proprio la situazione del Canton Vaud ha fornito lo spunto al portale swissinfo.ch – che appartiene alla SSR – per un articolo indecente. Gli interlocutori, scelti affinché dicessero quel che l’autore del servizio voleva sentirsi dire, strillavano allo scandalo poiché il divieto di chiedere l’elemosina avrebbe provocato la partenza di accattoni rom dal Paese. Ah, ecco. E noi paghiamo il canone più caro del mondo per sentirci dire che dobbiamo srotolare il tappeto rosso davanti ai mendicanti d’importazione? L’articolo arriva perfino a negare il dato di fatto che l’accattonaggio ad opera di certi soggetti “non patrizi” implichi anche lo sfruttamento di bambini. Ancora una volta i $inistratitentano di sostituire la realtà con le loro ideologie farlocche.

Giù le mani dalla nostra legge!

Anche in Ticino come noto vige il divieto di importunare i passanti chiedendo l’elemosina. La Legge sull’ordine pubblico del 23 novembre 2015 all’articolo 2 capoverso 1 recita: “Sono puniti con la multa di competenza municipale coloro che intenzionalmente praticano l’accattonaggio”.

Quindi, avviso ai naviganti: dopo la sentenza della CEDU sul caso lucernese che nessuno – né Cantone, né Comuni – si sogni di mettere in discussione le disposizioni attualmente in vigore in Ticino. Sappiamo benissimo che nel Belpaese, neanche troppo lontano dai nostri confini, ci sono campi rom enormi. Gli occupanti aspettano solo di venire da noi a praticare le loro attività illecite. In passato già lo facevano. Anche, sissignore, sfruttando i bambini!

Disdire la CEDU

In Svizzera la maggioranza dei Cantoni ha emanato delle disposizioni contro l’accattonaggio. Questo significa che ciascuno di questi Cantoni, tra cui il nostro, ha stabilito democraticamente il divieto di chiedere l’elemosina sul proprio territorio. Però,secondo i legulei di Strasburgo non eletti da nessuno, queste regole emanate con tutti i crismi della democrazia andrebbero rottamate. Questa è l’ennesima dimostrazione che la Svizzera deve DISDIRE la Convenzione europea dei diritti dell’uomo,così da non dover più sottostare ai giudici stranieri di Strasburgo. Del resto la stessa UE non aderisce alla CEDU perché rifiuta i giudici “stranieri”: riconosce solo quelli della “sua” Corte di giustizia dell’Unione europea, situata in Lussemburgo. E noi dovremmo essere più papisti del Papa?

Pure i terroristi pericolosi

Di recente è accaduto anche un altro fatto della massima gravità. Nel 2019 le Camere federali stabilirono che i terroristi stranieri (quindi persone condannate per terrorismo, con sentenze cresciute in giudicato) vanno espulsi dalla Svizzera in ogni caso. Anche qualora dovessero trovarsi in pericolo nel paese d’origine (mozione Regazzi). Ma nell’ultima sessione, la partitocrazia in Consiglio nazionale ha vergognosamente stralciato dai ruoli, ovvero rottamato, la mozione in questione. Lo sconcio è avvenutosu richiesta del governicchio federale. Più precisamente della ministra di giustizia PLR Karin Keller Sutter (Ka-Ka-eS).

A cosa è dovuta questa scandalosa giravolta a 180 gradi? La Frau Ka-Ka-eS ha raccontato che non è possibile (“sa po’ mia!”) espellere i terroristi stranieri se questi, rientrando nel loro paese, si troverebbero in pericolo: perché la CEDU lo impedisce! E naturalmente il triciclo, ovvero il sedicente “centro” PLR-PPD, siadegua subito (i ro$$overdi sono contrari di principioall’espulsione dei criminali stranieri)!

E noi dovremmo rimanere nella CEDU per farci imporre da giudici stranieri di tenere in casa dei terroristi, come se la sicurezza interna del nostro paese e della nostra popolazione valesse meno di quella di un jihadista? Per sentirci dire che non possiamo (“sa po’ mia!”) vietare l’accattonaggio? Ma col fischio!

Svizzera via subito dalla CEDU! I legulei stranieri ideologicizzatidi Strasburgo non hanno alcun diritto di schiacciarci gli ordini! Men che meno di ingerire indebitamente nelle nostre decisioni democratiche! E quindi: föö di ball!

#swissexit

Lorenzo Quadri