Il sondaggio d’inizio anno di comparis.ch mette, ancora una  volta, il dito nella piaga

 

Ad inizio anno,  comparis.ch ha svolto un’indagine tra 1041 cittadini svizzeri sulle aspettative finanziarie per il 2017. E, incredibile ma vero, emerge che i ticinesi sono quelli messi peggio a livello nazionale. Ma come: la partitocrazia e la stampa di regime non ci hanno tirato la testa come lo sputnik a suon di storielle su come, grazie alla libera circolazione delle persone senza limiti, siamo diventati tutti più ricchi?

Ed invece, da ogni inchiesta emerge proprio il contrario.

Dal sondaggio di comparis.ch, ad esempio, si scopre che:

  • Il 60.8% dei ticinesi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, contro il 39,2% dei romandi ed il 31.8% degli svizzeri tedeschi.
  • Il 30% dei Ticinesi teme un peggioramento della propria situazione finanziaria, mentre la media nazionale è del 17.8%.
  • Il 60% dei ticinesi fatica a pagare i premi di cassa malati, mentre per romandi e svizzeri tedeschi le percentuali sono, rispettivamente, del 35.1% e del 28%.

 

Quadro chiaro

Il quadro è chiaro. I ticinesi stanno nettamente peggio di tutti gli altri svizzeri. E perché, in questo sempre meno ridente Cantone, quasi due terzi dei cittadini fanno fatica a tirare alla fine del mese? Forse perché da noi  le paghe sono più basse – ma i costi della vita no, o comunque non certo nella stessa misura – rispetto al resto della Svizzera? E le paghe sono più basse forse a causa del dumping salariale generato dall’invasione da sud, cui la partitocrazia ha spalancato le porte? Costi della vita svizzeri e paghe italiane: ecco il bel destino che ci ha preparato la devastante libera circolazione, mettendo i lavoratori ticinesi, in casa propria, in concorrenza diretta con i frontalieri lombardi. E senza alcuna protezione. Guai! Privilegiare i ticinesi è spregevole discriminazione razzista! “Bisogna aprirsi”!

Sempre gli stessi partiti?

Ed è forse sempre per il motivo di cui sopra che in Ticino il 60% fatica a pagare i premi di cassa malati? E questi premi sono forse spropositati non perché i ticinesi vedono il medico più spesso della fidanzata o del fidanzato, ma perché gli assicuratori ci “tettano dentro” e applicano al nostro Cantone dei premi pompati? E a difendere a Berna i premi pompati, sono magari quegli stessi partiti camerieri dell’UE che rifiutano di contingentare i frontalieri e che hanno rottamato il 9 febbraio?

E perché il 30% dei ticinesi, quindi quasi il doppio rispetto alla media nazionale, paventa un peggioramento della propria situazione finanziaria? Forse perché teme di venire lasciato a casa e sostituito con un frontaliere pagato la metà?

Tutte “percezioni”?

E le evidenti maggiori difficoltà economiche del Ticino, ovvero nettamente più povertà, non significano forse che a livello occupazionale le cose non funzionano più? Altro che statistiche farlocche e pilotate sulla disoccupazione per nascondere la realtà. Altro che studi  realizzati da frontalieri per farsi dire che non esiste né soppiantamento né dumping salariale, sono solo invenzioni della Lega populista e razzista. Oppure “percezioni”, come ha detto il presidente del CdS nel suo intervento di inizio anno. Non avere lavoro, o essere costretti a lavorare a tempo parziale – perché il Ticino detiene il record non solo della disoccupazione, ma anche della sottoccupazione,  che è raddoppiata negli ultimi dieci anniè una percezione?

Stop libera circolazione

L’indagine di comparis.ch sulle aspettative economiche degli svizzeri per l’anno appena iniziato non è che l’ultima puntata. Ultima nel senso di più recente. Numerose altre seguiranno. La realtà è che tutti i sondaggi e le statistiche sulla situazione economica o lavorativa dei ticinesi  –  quelli, ovviamente, che non sono realizzati da soldatini delle frontiere spalancate con finalità propagandistica pro bilaterali –  puntano in un’unica direzione: il Ticino è diventato il terzo mondo della Svizzera. Per essere solo una “percezione”, ci sono un po’ troppi numeri e percentuali a confermarla. Delirio collettivo? Tutti dallo psichiatra? Oppure…

E, mentre i politikamente korretti multikulti vogliono far entrare tutti – perché per gli immigrati i soldi ci sono sempre – un numero crescente di giovani ticinesi si rassegna ad andarsene, ad emigrare.

Morale della favola: l’ultima statistica di comparis.ch non fa che confermarci che la libera circolazione delle persone deve saltare, se si vuole che questo Cantone abbia un futuro.

Lorenzo Quadri