La votazione sul traforo di risanamento del San Gottardo, in calendario per il febbraio 2016, si avvicina. Il comitato favorevole ha tenuto nei giorni scorsi una conferenza stampa a Berna, in cui si sono espressi rappresentanti provenienti da diversi Cantoni. A dimostrazione che la questione del San Gottardo non è un tema solo ticinese, o ticinese ed urano: è un problema nazionale. E’ dunque molto positivo che ad esprimersi a favore del traforo di risanamento ci fossero anche degli importanti rappresentanti politici della Romandia, che non si trovano sull’asse Nord-Sud, ma che ritengono che il federalismo sia ancora un valore.

Tesi smontata
In rappresentanza del Ticino ha parlato l’ex consigliera di Stato PS Patrizia Pesenti, a dimostrazione che anche a sinistra c’è chi si rende conto dell’improponibilità, per il Ticino, di una chiusura triennale del San Gottardo (del resto esiste anche un comitato di sinistra pro-secondo tubo). Intervistata dal Corriere del Ticino, Pesenti ha smontato con poche semplici parole uno dei grandi teoremi ideologici dei contrari (perché da quelle parti è tutta ideologia): la contrapposizione tra traforo di risanamento ed AlpTransit. Che è poi sempre la solita contrapposizione dei moralisti a senso unico tra automobile “cattiva” e treno “buono”.
In effetti, non fare il traforo di risanamento equivarrebbe a sabotare AlpTransit, dal momento che la nuova capacità di trasbordo a disposizione verrebbe consumata dal traffico che passa sotto il Gottardo.

La favoletta
La realtà è che i contrari al raddoppio, per motivi ideologici (nella strada cattiva non si investe) se ne infischiano di creare un danno enorme al Ticino. E se ne infischiano anche della sicurezza, che può essere garantita solo separando le corsie per senso di marcia. Proprio quella stessa sicurezza con cui i rosso-verdi si riempiono la bocca a iosa, ma solo quando si tratta di strumentalizzarla come pretesto per mazzuolare ulteriormente gli automobilisti. Essendo consapevoli della plateale incoerenza tentano adesso di uscire dal pantano inventandosi astruse favolette su guardrail retrattili all’interno del tunnel bidirezionale.

Mendrisiotto?
Nemmeno la strumentalizzazione del collasso viario del Mendrisiotto porta lontano. Perché il traforo di risanamento non provocherà un aumento di traffico: le corsie aperte al transito rimarranno una sola per senso di marcia. Però in due tunnel separati. Il tracollo viario nel Mendriosotto, nel caso qualcuno non se ne fosse ancora accorto, è provocato da veicoli con targa azzurra. A spalancare le porte all’invasione di frontalieri e padroncini sono stati in prima linea proprio i kompagni, che si oppongono al traforo di risanamento.
Ma questa settimana quelli che vogliono isolare il Ticino dal resto della Svizzera per tre anni e mantenere sotto il Gottardo una trappola mortale di 17 km hanno dovuto incassare un’altra scoppola: la defezione del clown Dimitri, passato dalla parte dei favorevoli del secondo traforo. Tradimento! E sì che il pagliaccio di Verscio è “uno dei loro” fino al midollo! I ranghi si assottigliano…
Lorenzo Quadri