Lo scorso fine settimana pasquale si è assistito  all’ennesimo maxi ingorgo al traforo autostradale del San Gottardo. E’ sicuramente positivo che i turisti d’Oltralpe arrivino in Ticino e le code ci danno la misura di come non sia pensabile chiudere per tre anni il tunnel autostradale per i necessari lavori di restauro.

Traffico da sud

Come noto contro la realizzazione del cosiddetto tunnel di risanamento  senza aumento di capacità sono state raccolte le firme, per cui si andrà a  votare. A raccogliere le sottoscrizioni è, naturalmente, l’area di $inistra. Ovvero i fustigatori degli automobilisti.  Non a caso sono anche i più accaniti supporters del fallimentare programma Via Sicura. A costoro non interessa tutelare il territorio e la popolazione dal traffico ma solo accanirsi ideologicamente contro chi usa il mezzo di trasporto privato. E’ infatti evidente che i problemi di traffico – e quindi di inquinamento – con cui si trova confrontato il Ticino non vengono da nord  bensì da sud. Vedi i 62’500 frontalieri e le migliaia di padroncini che entrano quotidianamente in Ticino uno per macchina. Ma su questo a $inistra non si fa un cip: perché la devastante libera circolazione delle persone non si tocca, ma quando mai! “Dobbiamo aprirci”! Aprirci al traffico, agli ingorghi e all’inquinamento!

Meglio cementificare?

E’ noto quale sia l’alternativa al traforo di risanamento: fallimentari treni navetta che non avranno la capacità sufficiente per portare le auto oltre il Gottardo e che necessiteranno di gigantesche stazioni di trasbordo.

Per realizzare queste ultime, s’imporrebbe la cementificazione di oltre 100mila metri quadri di territorio  ticinese ed urano. Un’autentica aberrazione, un disastro ecologico che naturalmente si scontrerebbe con una massiccia opposizione. Specie da parte dei proprietari dei terreni i quali – la ministra dei trasporti Doris Leuthard l’ha già annunciato – nel caso il popolo bocciasse il progetto di secondo tubo verrebbero semplicemente espropriati.

Uri

Tra gli argomenti ripetuti ad oltranza dagli oppositori nostrani del traforo di risanamento c’è anche la contrarietà del Canton Uri. Che però si sfilaccia sempre più. Il legislativo cantonale urano ad esempio è favorevole al nuovo tunnel, dal momento che 36 membri su 64 fanno parte del comitato interpartitico a favore della galleria di risanamento che è “sensata economicamente ed ecologicamente”, costituisce un investimento poiché risolve il problema in modo definitivo anche per i futuri restauri e non da ultimo aumenta la sicurezza.

Sicurezza

Già: la sicurezza, quel mantra che i politikamente korretti strumentalizzano come pretesto per criminalizzare gli automobilisti. Eppure si è sentito, ed ancora si sentirà, la sinistra arrampicarsi sui vetri nel tentativo di far credere che non è vero che due tunnel monodirezionali, con una sola corsia per tubo sono più sicuri di una galleria con in cui i veicoli si incrociano, rischiando quindi lo scontro frontale in ogni momento. Già solo questi abortiti teatrini che mirano a negare l’evidenza dimostrano che tutto il castello anti-secondo traforo si poggia su argomenti inesistenti.

La domanda cui il cittadino svizzero dovrà rispondere è cosa vuole per il futuro del Gottardo: una soluzione pratica, che permetta al Ticino di non venire tagliato fuori dal resto della Svizzera per tre anni, o l’ennesimo atto di masochismo in nome di balorde ideologie anti-automobilisti, per il quale pagheremmo un prezzo altissimo?

Lorenzo Quadri