Il prossimo 23 settembre i cittadini ticinesi voteranno sull’iniziativa popolare “un aiuto concreto agli anziani in difficoltà”, meglio nota come Tredicesima AVS.
L’iniziativa propone di versare agli anziani a beneficio della prestazione complementare (PC), o che, pur non beneficiandone, dispongono di un reddito inferiore o analogo , ed hanno (se l’hanno) una sostanza immobiliare inferiore ai 150mila Fr (“anziani con casetta”) un modesto ma molto utile contributo annuo: 1200 Fr per le persone singole, 1700 per le coppie.
Si tratta quindi di un aiuto destinato agli anziani meno favoriti. E che, è bene sottolinearlo, non fa – ovviamente – perdere ai beneficiari il diritto alla complementare, e non è neppure imponibile fiscalmente.
Particolare attenzione è data a quegli anziani che sono proprietari di una casetta, o appartamento, o terreno (magari ereditato) e che, per questo motivo, non beneficiano della prestazione complementare: devono pertanto arrangiarsi con la sola AVS. Come pure alle persone che, non beneficiando della PC, hanno tuttavia un reddito analogo.
La cosiddetta tredicesima AVS non è di per sé un corpo alieno. Si tratta di un tipo di aiuto che esiste in alcuni comuni da svariati anni, con denominazioni diverse, come “assegno complementare comunale (ACC)”. Il caso più noto è quello di Mendrisio dove l’ACC è stato riconfermato pochi anni fa, senza che vi fosse alcuna opposizione.
Ciò dimostra tre cose:
1) Che la Tredicesima AVS è assolutamente fattibile;
2) Che funziona;
3) Che l’opposizione alla proposta leghista è dettata da pure motivazioni partitiche. I partiti storici non vogliono in nessun caso permettere alla Lega di vincere una battaglia ormai ventennale, e poco importa se a fare le spese di questa sterile ed interessata opposizione sono i nostri anziani.
L’iniziativa “un aiuto concreto agli anziani in difficoltà” si pone anche come forma migliorativa degli assegni comunali citati, che non tengono conto di chi non riceve la PC perché proprietario della propria abitazione e quindi tira la cinghia, né di chi ha un reddito analogo, anche se non derivante dalla PC.
Si può poi disquisire a lungo sul quanto siano poveri gli anziani poveri. Uno studio recente dell’amministrazione federale evidenzia come a livello nazionale il 16% degli anziani viva al limite della soglia di povertà. A Lugano un terzo dei beneficiari degli aiuti puntuali erogati tramite il regolamento sociale comunale sono persone anziane. E l’aiuto elargito ammonta in media a ca. 1500 Fr: proprio l’ordine di grandezza proposto dall’iniziativa cantonale leghista.
Il bisogno è dunque dato. Con l’aggravante che l’anziano, contrariamente al giovane, non ha più la possibilità di migliorare la propria situazione economica.
Ma la “tredicesima AVS” contempla anche un aspetto di meritocrazia. Gli anziani hanno costruito la nostra società con il loro lavoro ed i loro sacrifici. Meritano quindi un riconoscimento. Un “bonus”. Ci sono bonus per i figli, per chi usa i mezzi pubblici, la tredicesima per chi lavora, eccetera; perché non crearne uno per chi ha costruito la nostra società – gli anziani – oltretutto limitato a quelli che ne hanno maggiormente bisogno?
Lorenzo Quadri