Bruxelles sempre più vigliacca: nemmeno il coraggio di chiamare le cose col loro nome!

Il terrorismo islamico (sottolineare bene: islamico) dilaga in Europa. Ultime ad essere colpite, in ordine di tempo, sono Francia ed Austria.

Dalle mattanze islamiste emerge con evidenza il nesso tra gli attentati, gli sbarchi di finti rifugiati (specie a Lampedusa) e la religione. Ma forse che la fallita Unione europea ammette che bisogna combattere il terrorismo islamico? Ma non sia mai. La presidenta della Commissione UE Ursula Von der Leyen (stesso livello del suo predecessore “Grappino” Juncker, ma senza neppure la scusante dell’ubriachezza) ciancia di un’Europa “che protegge”. Peccato che non si capisca chi intende proteggere. Di sicuro non gli europei.

Pavida censura

E così, di recente, dal vertice dei 27 ministri dell’Interno UE, è uscito un documento sulla lotta al terrorismo che fa ridere i polli. Con la consueta, prevedibile vigliaccheria la parola “islam” è infatti stata epurata. Guai! Non sia mai che si dica che i terroristi sono islamici e migranti!

Eppure nella bozza preparatoria, allestita da Francia ed Austria,l’innominabile termine era presente; secondo fonti di stampa, ricorreva ben 15 volte. Poi si è abbattuta la censura politicamente – o, come dice qualcuno: idiotamente – corretta.

Se la casta non ha nemmeno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, auguri. Il buonismo-coglionismo ha fallito su tutta la linea. E se a Bruxelles ancora non se ne sono resi conto, vuol dire che la DisUnione europea è davvero alla frutta.

La scelta austriaca

Del resto, il focus del programma (?) antiterrorismo è mirato,udite udite, sul miglioramento dello scambio di informazioni sulle persone che costituiscono una minaccia, ponendo particolare attenzione alla radicalizzazione online. Ossignùr. Questi giocano con il computer. Come ha commentato il quotidiano italiano “Il Giornale”: più che combattere gli autori dei messaggi islamisti, si fa la guerra al mezzo con cui si propagano.

Il governo austriaco, con una scelta decisamente coraggiosa, ha da poco presentato un disegno di legge che prevede la messa fuori legge dell’islam politico. Ma in Svizzera, “grazie” alla partitocrazia imbesuita dal multikulti, siamo lontani anni luce da un simile scenario. Il triciclo rifiuta addirittura di vietare i finanziamenti esteri alle moschee!

Nel settembre del 2018 il Consiglio nazionale respinse una petizione del Guastafeste Giorgio Ghiringhelli, consegnata un anno prima e corredata da oltre 1500 firme, che chiedeva di proibire i movimenti islamisti. La proposta venne bocciata con 125 voti contro 68. Come si può facilmente immaginare, la partitocrazia pressoché compatta votò njet. I sì provenivanoinvece dal gruppo Udc, in cui è inserita la Lega.

Ai tempi, la stampa di regime nemmeno si degnò di riferire su questa votazione parlamentare, che venne riportata solo dal Mattino e da un paio di portali online. I media megafoni del pensiero unico censurano chi si oppone all’islamismo. E poi questi stessi media, patetici lacchè della casta, hanno ancora il coraggio di pretendere ulteriori sussidi pubblici con la scusa del virus cinese, spacciandosi per paladini della pluralità? Che tolla!

Ma quale paladini: questi della pluralità sono semmai gli affossatori!

Riproporre

E’ evidente che i tempi sono maturi per riproporre, sul modello del divieto austriaco, la proposta bocciata due anni fa. Del resto nel 1848, come ricorda il testo della petizione del Guastafeste del 2017, venne inserito nella Costituzione federale un divieto di residenza in Svizzera per i gesuiti, ritenuti un pericolo per la pace religiosa; il bando venne levato solo nel 1973.

Evidentemente i gesuiti fanno più paura degli islamisti!

Pori nümm, ecco come ci siamo ridotti!

Jihadisti presto in libertà

Visto poi che i migranti economici radicalizzati in arrivo dalla Tunisia (la quale svuota le carceri ed i galeotti giungono a Lampedusa sulle imbarcazioni dei passatori delle ONG) ancora non bastavano, dalla Francia parte un nuovo allarme.

Nei prossimi 4 anni, da qui al 2023, Parigi rimetterà in libertà 230 jihadisti della prima ora: ovvero i più pericolosi di tutti. Arrestati negli anni scorsi, questi criminali hanno beneficiato di pene leggere: ai tempi la legislazione francese era assailargheggiante.

Una volta tornati a piede libero, questi pericolosi islamisti potranno muoversi a piacimento; non solo in Francia, ma all’interno dell’intero spazio Schengen. Svizzera compresa!

Certo, a questi jihadisti lo Stato può imporre di risiedere in un dato luogo, così come può vietare di incontrare determinate persone. Ma queste misure, secondo la legislazione francese,hanno una durata massima di sei mesi e possono venire prolungate una sola volta. In Svizzera invece, in base alla nuova leggina antiterrorismo, tra l’altro referendata dai $inistrati (quanti morti vogliono avere sulla coscienza i kompagnuzzi?), il prolungo è possibile per “ben” due volte: che sforzo!

Fatto sta che qui ci troviamo davanti a delle vere bombe ad orologeria.

Ma intanto la partitocrazia si preoccupa di “non discriminare” gli islamisti, di fare entrare tutti, e starnazza istericamente al “razzismo” non appena si leva una voce contraria al pensiero unico multikulti.

Lorenzo Quadri