I sindaci italiani della fascia di confine contro la chiusura notturna?

Oh poverini, vien da dire. Come c’era da aspettarsi, Oltreconfine sulla chiusura dei valichi incustoditi durante la notte sono iniziati i piagnistei.

La disponibilità ad entrare in materia sulla chiusura da parte del Consiglio federale – malgrado solo poche settimane fa la ministra del 5% avesse espresso una posizione diametralmente opposta perché, secondo la sua illuminata visione, il servile rispetto dei fallimentari accordi di Schengen (accordi che peraltro il popolo ticinese ha sempre rifiutato, “et pour cause”) viene prima della sciurezza dei cittadini – è un importante successo ottenuto dalla Lega dei Ticinesi, tramite il lavoro di squadra su questo tema svolto dai due consiglieri nazionali Roberta Pantani e Lorenzo Quadri e dal “ministro” Norman Gobbi.

 

Luce verde alla mozione

Il Consiglio federale ha dunque dato luce verde alla mozione Pantani sottoscritta da Quadri, ciò che, naturalmente (lo diciamo perché, al contrario di altri, non ci piace vendere fumo) costituisce un, certo importantissimo, punto di partenza. Ma non ancora un punto d’arrivo. Tra la disponibilità del Consiglio federale e l’effettiva chiusura notturna dei valichi incustoditi mancano ancora degli “step” intermedi: primo fra tutti l’approvazione del Parlamento. Ovviamente la Lega manterrà alta la pressione affinché si arrivi quanto prima al sospirato risultato, che non sarà la panacea di tutti i mali ma certamente porterà un tangibile miglioramento alla sicurezza del Mendrisiotto, diventato facile terra di razzie per malviventi “transfrontalieri”  a seguito della sciagurata politica delle frontiere spalancate.

 

Oltreconfine si scandalizzano

Ovviamente oltre che un “di qua” dal confine c’è anche un “di là”. E da parte italiana sono arrivati – tempestivi e prontamente raccolti ed amplificati dal giornale di servizio del partito delle tasse – i piagnoculii contro l’annunciata chiusura.

Frontalieri sotto tiro, ristorni nel mirino e ora la chiusura dei valichi, in quanto considerati il passaggio dei malviventi: tutti giri di vite anti-italiani” si è infatti scandalizzato il sindaco di Ronago, Marco Grecchi.

 

Tre punti

Ohibò, ma tu guarda gli amici italici che fanno le verginelle. Uno spettacolo, non se ne abbiamo a male i diretti interessati, francamente ridicolo.

Punto primo: i valichi sono i passaggi dei malviventi, come la cronaca insegna, dal momento che i rapinatori che imperversano nel Mendisiotto non arrivano dal Gottardo, e nemmeno volando o col teletrasporto: giungono da sud. Non a caso la Lombardia è la regione d’Italia con più furti nelle abitazioni (470.4 per 100mila abitanti) e non intendiamo assolutamente ridurci nelle stesse condizioni per colpa della devastante libera circolazione delle persone che il popolo ticinese ha sempre respinto in votazione popolare.

Punto secondo: i ristorni (delle imposte alla fonte dei frontalieri) devono venire bloccati. Perché la vetusta Convenzione che li regge non solo si basa su presupposti che non esistono più da un pezzo, ma è stata platealmente violata proprio dall’Italia. La vicina Penisola prima sottoscrive la Convenzione sui ristorni riconoscendo il segreto bancario elvetico e poi inserisce la Svizzera su liste nere illegali a causa del segreto bancario. Nessuno, a parte ovviamente il Consiglio federale più debole della storia, avrebbe potuto accettare una simile situazione. Tant’è che in Italia fonti autorevoli da tempo credono, erroneamente, che i ristorni siano stati bloccati.

Punto terzo: non sono i frontalieri in quanto persone ad essere nel mirino, nel mirino è la devastante libera circolazione delle persone senza limiti che sta penalizzando in maniera inaccettabile i residenti in Ticino, che vengono soppiantati dai frontalieri e dai padroncini sul mercato del lavoro. Certo che, come successo lunedì, se un frontaliere (o frontaliera) che mangia grazie al Ticino, si permette anche di insultarci sui social network chiamandoci “svizzeri di merda totalmente inutili” perché non abbiamo votato il salario minimo a 4000 Fr (ulteriore dimostrazione che si sarebbe trattato di un regalo indebito ai frontalieri) è chiaro  che questo/a frontaliere/a finisce nel mirino.

 

Da qualche parte bisogna cominciare

Ed è perfettamente inutile che i sindaci della fascia di confine italiana, pensando di aver avuto un colpo di genio, se ne escano a dichiarare – quale argomento contro la chiusura notturna dei valichi incustoditi –  che comunque ci sono altre falle sulla frontiera verde.

E allora? Da qualche parte bisogna cominciare a chiuderle queste falle. E cominciamo allora dalla parte più ovvia: chiudere di notte i valichi secondari.

Negli anni Ottanta del XVII secolo Françoise-Atenaïs de Montespan, celebre amante del Re Sole, ad un’austera nobildonna che le rimproverava di avere la “tolla” di comparire a messa malgrado vivesse pubblicamente in doppio adulterio poiché sia lei che il regale amante erano sposati, risposte: “Madame, perché commetto un peccato non vuol dire che li commetta tutti”. Quindi: non è perché i valichi incustoditi non sono l’unica via d’accesso di cui i delinquenti si servono che bisogna lasciarle tutte spalancate!

Comunque, se agli amici d’Oltreconfine non sta bene che la Svizzera chiuda di notte i valichi secondari, non c’è problema: vorrà dire che li chiuderemo anche di giorno. Se del caso mettendo ulteriori cancelli sul nostro territorio.

Lorenzo Quadri