L’invito di Mr Prezzi ad abbassare le tariffe di posteggio nelle città è caduto nel vuoto

Per gli automobilisti questo è un periodo di anniversari.

Anniversario nr 1. Due anni fa, ad inizio luglio 2022, Mr Prezzi – ovvero il pittoresco ex burocrate uregiatto Stefan Meierhans dal ciuffo “emo” con le mèches – denunciava (udite udite) le tariffe di posteggio da rapina applicate da troppi centri urbani. Parcheggiare a Zurigo costa tre franchi all’ora, e ad ogni ulteriore ora si pagano 4 franchi in più. Certamente un salasso, ma siamo a Zurigo. Vale a dire: città ro$$overde con fitta rete di trasporti pubblici. E, soprattutto, stipendi medi ben superiori a quelli ticinesi.

A Lugano negli autosili la situazione si presenta come segue: 2 franchi la prima ora; dopo la prima ora, un franco per ogni 30 minuti fino a 3 ore di sosta; dopo le 3 ore: 4 franchi all’ora.

A Bellinzona il tariffario dell’autosilo Cervia recita: 1 ora fr. 2.00, 2 ore fr. 4.20, 3 ore fr. 7.20, 4 ore fr. 9.60, eccetera.

Si può girarla e pirlarla come si vuole, ma, tenendo conto del potere d’acquisto, posteggiare a Lugano o peggio ancora a Bellinzona costa più che a Zurigo.

Fare diversamente si può: i posteggi urbani più convenienti si trovano proprio nel Canton Zurigo, a Dübendorf, dove si pagano solo 50 centesimi all’ora.

Rapporto snobbato

Nel suo rapporto di due anni fa, Mr Prezzi invitava le città a “non tirare troppo la corda” rilevando che le tariffe di parcheggio sono sproporzionate per le fasce di reddito più basse e per le persone che, per diversi motivi, risultano essere vincolate all’uso dell’automobile privata, non trovando un’offerta soddisfacente nei trasporti pubblici”.  Forse che qualcuno, in questi due anni, gli ha dato retta, in particolare tra quelli che si sciacquano ipocritamente la bocca con la “difesa del potere d’acquisto”? No di certo. Citus mutus in particolare dalle associazioni a difesa dei consumatori. Le quali sono da tempo diventate delle succursali ro$$overdi. Di conseguenza, non difendono i consumatori, ma promuovono politichette ideologiche di $inistra, spesso e volentieri in contrapposizione con gli interessi dei consumatori.

L’appello di Mr Prezzi è stato silenziato con la collaborazione dell’indipendentissima (ah ah ah) stampa di regime. Quella che monta “casi” sul nulla a scopo elettorale, e nel contempo imbosca le notizie sgradite alla casta. Se il buon Meierhans avesse detto che parcheggiare nelle città è troppo conveniente, poco ma sicuro il riscontro politico-mediatico sarebbe stato ben diverso.

E’ chiaro che le tariffe di parcheggio fuori di cranio non sono giustificate dalla necessità di ammortizzare degli investimenti, bensì dalla volontà (scelta politica) di 1) fare cassetta a spese degli automobilisti (sempre più vessati e munti) e 2) espellere le automobili dai centri; incuranti del fatto che così li si desertifica economicamente.

Nelle scorse settimane, il portale tio.ch ha realizzato un videoservizio sul caro-posteggi a Lugano. Ma anche in questo caso, la notizia è durata lo spazio di un mattino.

Avanti così

Anniversario nr 2. Ad inizio luglio 2023, quindi un anno fa, la maggioranza del municipio di Lugano licenziava il Messaggio per la moltiplicazione delle zone 30. L’intenzione è quella di spendere 2.7 milioni di franchetti del contribuente per trasformare in zona 30 (o 20) ulteriori 38 km di strade comunali. Ma è chiaro che non finirebbe lì. Nel caso di approvazione del Messaggio municipale, seguirebbero ulteriori “pacchetti”, con la nota tattica del salame. Lo stesso PDCom, piano direttore comunale, è pesantemente orientato contro gli automobilisti e gronda ideologia ro$$overde mainstream.

Fortunatamente il Consiglio comunale è diviso sulle nuove zone 30, sicché il progetto è arenato, e speriamo che lo resti in eterno. 2.7 milioni di franchi si possono senz’altro investire in modo più utile.

Ira cittadina

Sembra incredibile che, in materia di limiti di velocità, una delle poche scintille di ragionevolezza provenga dal parlatoio bernese (che pure ha partorito il bidone “via Sicura”).

Le Camere federali hanno infatti deciso nei mesi scorsi di porre un freno al dilagare delle zone 30 sulle strade principali, affermando che su questi percorsi il limite deve rimanere a 50. La decisione ha fatto inalberare (eufemismo) l’Unione delle città svizzere, ossia il club delle città ro$$overdi, che, con presa di posizione del dicembre 2022, pretendeva l’introduzione generalizzata dei 30 km/h nei centri urbani: ovvero proprio il contrario.

Semafori da spegnere

Le vessazioni a danno degli automobilisti vengono di regola contrabbandate con il pretesto politikamente korrettissimo della “sicurezza”. E’ il caso degli sciagurati semafori alle gallerie autostradali della Collina d’Oro e del San Salvatore i quali, oltre a paralizzare il traffico, fanno sì che i veicoli diretti a sud escano dall’autostrada a Lugano Nord, andando ad infesciare ulteriormente la rete viaria cittadina nel tentativo di aggirare le code. Semafori di cui la Lega, tramite mozione a Berna di chi scrive, ha chiesto lo spegnimento.

Ucraini sdoganati?

Poi c’è chi, tra gli applausi della stampa di regime, pur di mungere gli automobilisti si lancia in soluzioni creative. A Basilea dal primo gennaio 2025 entreranno in vigore le tariffe di parcheggio in base alle dimensioni dell’auto: più è lunga e più paghi. Gli ausiliari di polizia saranno dunque dotati di appositi metri a nastro per misurare la lunghezza delle vetture posteggiate, perché un centimetro in più o in meno può fare la differenza. Evidentemente a Basilea si sono dimenticati che le magnificate auto elettriche sono spesso più voluminose di quelle a benzina.

Ultima chicca: a partire da domani, lunedì primo luglio, per disposizione del governicchio federale le auto dei profughi ucraini andranno sdoganate e munite di targhe svizzere. Chissà perché, si prevede che l’applicazione sarà un circo… “ovviamente” la Lega chiederà aggiornamenti.

Lorenzo Quadri