Ricorsite ro$$a: ErreDiPi asfaltata dal TF. Attendiamo la sentenza sul Preventivo 2024

La $inistra è affetta da ricorsite. Se perde in una votazione parlamentare, o anche popolare, non accetta la sconfitta. Non sia mai. Va a starnazzare presso i tribunali, nel tentativo di servirsi dei magistrati per cortocircuitare le regole della democrazia. In genere rimedia delle tranvate. Il conto, però, lo paga il contribuente.

22 milioni all’anno

Nei giorni scorsi il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso della ErreDiPi (Rete a difesa delle pensioni, ma solo di quelle dei funzionari cantonali) contro il referendum finanziario obbligatorio sulle misure di compensazione a carico del contribuente per preservare i privilegi degli affiliati alla Cassa pensioni cantonale. Misure decise dalla partitocrazia in Gran Consiglio.

Si tratterebbe, nel caso concreto, di 22 milioni di franchi all’anno, che lo Stato (ossia il contribuente) dovrebbe versare “da qui all’eternità”. In 20 anni, fanno mezzo miliardo. Un esborso enorme, che però ErreDiPi pretendeva di imporre al cittadino senza che quest’ultimo potesse emettere un cip. Diritti popolari aggirati pro-saccoccia!

Evidentemente la Rete in questione, guidata da un insegnanteliceale “non patrizio”, ha paura del voto popolare. E fa bene ad averne. Con i recenti scioperi si è del tutto screditata, pretendendo di farsi pagare i privilegi salariali da chi sta peggio ed importando in Ticino narrazioni e modalità di protesta tipiche d’Oltreramina.

A proposito: aspettiamo ancora di sapere quanti sono i docenti italici che hanno partecipato allo sciopero del 29 febbraio a Bellinzona. Perché c’è il vago sospetto che essi costituissero la maggioranza degli statali presenti.

L’altro ricorso

Adesso che il TF ha rottamato il ricorso di ErreDiPi, attendiamo l’esito di quello presentato contro la decisione del Gran Consiglio sul Preventivo 2024 dal $indakato VPOD e dall’ex Consigliere di Stato $ocialista Manuele Bertoli (che fino a dieci mesi prima sedeva nel governicchio cantonale).

I ricorrenti contestano la decisione del parlatoio di ridurre la spesa per i finti rifugiati affinché non superi i rimborsi della Confederella, come pure quella sulla parziale non sostituzione dei funzionari partenti. Decisioni entrambe prese a maggioranza su proposte della Lega.

Altrimenti detto: l’ex ministro P$ ed il $indakato ro$$o vogliono spendere sempre di più per gli asilanti. E vogliono pure che l’amministrazione cantonale continui a gonfiarsi come una rana. Intanto ai cittadini si fa tirare la cinghia.

E ne abbiamo piene le scuffie delle storielle sull’ente pubblico che deve essere un datore di lavoro esemplare con i soldi degli altri, con l’unico risultato di creare una casta privilegiata ed una società a due velocità.

Ne vedremo delle belle

La votazione del 9 giugno sarà dunque molto nutrita. A livello ticinese, si voterà infatti sulle pensioni degli statali, sulla riformetta fiscale, sulla “cittadella della giustizia”. In più ci sarà un pacchetto di temi federali.

Prima della consultazione popolare se ne sentiranno di tutti i colori, in base al noto motto “in temp da guera, püsee ball che tera”. Una cosa appare però in tutta evidenza. La $inistra combatte la riformetta fiscale da 45 milioni all’anno con il pretesto degli “sgravi ai ricchi”, che però ne rappresentano una componente irrilevante. Ma, se la riformetta dovesse saltare, il risultato sarebbe un aggravio fiscale del 3% per tutti i cittadini. Quindi un’ulteriore sberla al potere d’acquisto. Quel potere d’acquisto con cui i kompagni si sciacquano la bocca a scopo elettorale.

Il P$ ha inoltre già da tempo annunciato che, se le urne dovessero affossare la riformetta, tornerebbe subito alla carica pretendendo altri aumenti d’imposta. Capita l’antifona?

Il disegno dei tassaioli ro$$overdi non potrebbe essere più palese. Costoro vogliono aumentare il carico fiscale ai cittadini per finanziare l’elefantesca amministrazione cantonale e per spendereancora più soldi pubblici per i finti rifugiati. Dalla campagna di votazione per il 9 giugno, questa realtà emergerà in modo chiaro.

Lorenzo Quadri