Meno regali miliardari all’estero e ai finti rifugiati, più soldi per i “noss vecc”
Il prossimo 29 novembre i cittadini saranno chiamati a esprimersi su quattro temi federali: aumento dell’IVA per finanziare l’AVS, iniziativa popolare contro i fuochi d’artificio, iniziativa popolare «Sì ad imposte eque per i coniugi» e modifica della Legge sul materiale bellico.
Oggi ci limitiamo al primo tema. Da notare che l’aumento dell’IVA, così come le due iniziative popolari, per essere approvato necessita della maggioranza del Popolo e anche dei Cantoni. Però la casta pretende di votare sull’accordo di sottomissione all’UE (la cui portata è evidentemente ben più ampia) con la sola maggioranza popolare.
Niente di strano
Il primo sondaggio Tamedia indica un 60% di No al rincaro dell’IVA. Il risultato non sorprende, e dovrebbe far riflettere chi vuole pompare l’imposta sul valore aggiunto per finanziare pure l’esercito.
Il risultato non sorprende perché il 3 marzo 2024 il 58,2% dei cittadini, con il proprio Sì alla tredicesima, lanciò un messaggio chiaro: meno regali all’estero, meno miliardi alla fallita UE, meno soldi a Zelensky, meno sperperi per i finti rifugiati e per i migranti in assistenza, e più risorse per i nostri anziani. Non sta né in cielo né in terra che i soldi per gli altri ci siano sempre, mentre per noi, mai.
Però la casta ha fatto orecchie da mercante. A cominciare dalla ministra degli Interni kompagna Baume Schneidèèèr, P$.
L’esatto contrario
Il governicchio federale pretendeva inizialmente di finanziare la 13a AVS aumentando i contributi salariali dello 0,8%; o, in alternativa, dello 0,5%, aggiungendovi un aggravio dell’IVA dello 0,4%.
Prendendo la gente per scema, il Dipartimento Baume Schneidèèèr prevedeva addirittura di ridurre il contributo della Confederella al Primo pilastro. Quindi: si tassano i cittadini ad oltranza per raccogliere ancora più soldi di quelli che sarebbero necessari al finanziamento della 13a AVS. In questo modo si liberano risorse della Confederazione (del contribuente) che potranno essere destinate a regali all’estero, a finanziare asilanti, eccetera. Insomma: l’esatto contrario di quello che avrebbe dovuto fare!
In seguito, il CF ha cambiato versione (ma non le intenzioni tassaiole): ha dunque proposto di aumentare l’IVA dello 0,7%.
Bastava un pallottoliere
Simili non-soluzioni equivalgono, da parte della kompagna Baume Schneidèèèr e dei suoi burocrati ro$$i, a un rifiuto di fare il proprio lavoro (a Berna si parlerebbe di “Arbeitsverweigerung”). Costoro nemmeno si sono sognati di cercare una soluzione di finanziamento della Tredicesima AVS tramite risparmi in altri settori della spesa pubblica. Non sia mai! La nuova prestazione a beneficio dei “noss vecc” va fatta pagare ai cittadini, anziani inclusi.
Per formulare proposte del genere (una nuova uscita = una nuova tassa) basta un pallottoliere, non c’è nemmeno bisogno di chatGPT.
Sulla scorta di quel +0,7% di IVA buttato là (è proprio il caso di dirlo) dal CF, alle Camere federali è poi partito un mercato del pesce, che ha portato al +0,4% in votazione a fine novembre.
Balzello antisociale
L’IVA è un balzello antisociale che, in proporzione, pesa maggiormente su chi già fatica ad arrivare a fine mese. Specie in Ticino, dove il potere d’acquisto dei cittadini è già devastato dai premi di scassa malati (grazie, kompagna Baume Schneidèèèr!), dai rincari di vario genere (benzina e non solo), dall’aumento del 15% dei valori di stima immobiliare deciso da Bellinzona per fare cassetta, eccetera.
E intanto – possiamo starne certi – vista la desolante situazione delle finanze cantonali, la partitocrazia tenterà di far passare ulteriori aggravi fiscali. Da parte nostra ribadiamo che sarà opposizione dura a qualsiasi aumento delle imposte.
Senza dimenticare che una maggiorazione dell’IVA, rincarando i consumi, frenerebbe il commercio, la ristorazione, l’artigianato e le attività economiche locali, mettendo a rischio posti di lavoro.
Chiarire alla partitocrazia
Quindi, il prossimo 29 novembre votiamo NO all’aumento dell’IVA. Un rifiuto non metterebbe a rischio la Tredicesima AVS, che comunque verrà versata in dicembre. Per contro, chiarirà alla partitocrazia che la nuova mensilità del Primo pilastro non va finanziata mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, bensì riorientando la spesa attuale.
Alle voci di risparmio citate sopra se ne possono aggiungere varie altre. Ad esempio, la kultura per pochi intimi, sempre più ridotta a veicolo di propaganda islamo-gauchista pro-Pal. E soprattutto i 50 miliardi di franchi di contributi che la Confederella distribuisce ogni anno ad innaffiatoio, ai beneficiari più disparati (multinazionali incluse): riducendo questi contributi del 10%, si potrebbe finanziare per intero la Tredicesima AVS, e avanzerebbero ancora soldi.
“L’è tutto da rifare”
Un NO il 29 novembre obbligherà il governicchio federale – a partire dalla “diversamente aquila” Baume Schneidèèèr – a fare finalmente i compiti: quelli che avrebbe già dovuto sbrigare due anni e mezzo fa. Ossia cercare sistemi di finanziamento della 13a AVS che non consistano del derubare i cittadini. E’ il lavoro per cui è profumatamente pagato.
Lorenzo Quadri