Carlo III: “Il nuovo libro-bomba contro di me? E’ scritto con i piedi”

Ha fatto notizia l’incontro segretissimo tra Carlo III ed il figlio ed erede William al castello di Balmoral, una delle poche residenze private in cui il monarca può sottrarsi agli impegni ed alla pressione mediatica. In effetti il re ha solo 350 manieri di questo genere, tutti gli altri sono residenze ufficiali.

Secondo fonti insider, il monarca sarebbe particolarmente infastidito dalla fuga di notizie. “E sì che ci siamo sforzati di organizzare tutto in modo da non dare nell’occhio – si è sfogato Carlo -. William è arrivato con un corteo di appena 40 carrozze di gala, dalle quali, per mantenere l’anonimato e la discrezione, si è premurato di far togliere le insegne reali. Ed i valletti in livrea presenti erano appena una dozzina, il minimo indispensabile per aprire e chiudere le porte e per srotolare i tappeti rossi. Non capisco come qualcuno possa aver notato la visita”.

Smentita globale

Oggetto dell’incontro segreto è la gestione del clamore provocato dal nuovo libro in cui il conte Spencer, fratello della defunta Lady Diana, racconta peste e corna della famiglia reale. “Peste e corna? – ha protestato il sovrano – Tutte scemenze. Nella nostra famiglia, l’ultimo caso di peste risale al 1349, me l’ha raccontato mamma che era presente. La malattia colpì una sua cugina, che sopravvisse ma rimase orrendamente sfigurata, tant’è che dopo sembrava una plebea. Quanto alle corna: giuro sulla testa di mio fratello Andrea e su quella della mia nuora attricetta che noi Windsor non sappiamo cosa siano: gli stucchi dei soffitti di Buckingham Palace si sono staccati perché le nostre corone sono molto alte, non certo perché abbiamo sul cranio una qualsivoglia protuberanza ossea”.

La linea del silenzio

Su come affrontare le conseguenze della pubblicazione del libro di lord Spencer, Carlo e William concordano: occorre adottare la linea del silenzio. Nel senso che l’autore va ridotto al silenzio. Alcuni osservatori hanno peraltro notato che, nei giardini di Buckingham Palace, sono comparsi dei casseri mai visti prima, del tutto simili a quelli che vengono utilizzati nella costruzione di un pilone autostradale in cemento armato. “Non vediamo cosa ci sia di strano – ha commentato il Palazzo –, nei parchi di tutte le regge del mondo c’è almeno un pilone autostradale”.

Intanto però lord Spencer denuncia di aver ricevuto uno strano messaggio minatorio del seguente tenore: “E adesso son casseri amari”.

 

Le signore degli agnelli

Tre animaliste sono state condannate per aver rubato altrettanti agnelli dalla tenuta di Sandringham, di proprietà di Re Carlo III. Ma le dirette interessate non ci stanno. “E’ un clamoroso errore giudiziario – si difendono le donne -. Mica siamo sceme, cosa ce ne facciamo di tre agnelli? Noi abbiamo preso tre anelli”.

Secondo indiscrezioni i monili, in platino e ciascuno con incastonato un diamante solitario di 300 carati, si trovavano per terra su un vialetto. “Deve averli persi Camilla durante una passeggiata – ha commentato il re –. Ogni tanto le capita, ma per degli oggetti così a buon mercato non vale la pena fare la fatica di tornare indietro a cercarli: tanto a casa ne abbiamo degli armadi pieni”.

Le tre donne condannate per il furto hanno affermato di aver agito pensando agli animali: con un decimo del ricavato della vendita degli anelli hanno finanziato un rifugio per cani e gatti, mentre il resto lo hanno usato per comprarsi delle pellicce di visone.