Finalmente Giuliano Bignasca avrà la sua meritata via a Lugano, come la Lega chiedeva con insistenza da anni. Il Municipio ci ha messo parecchio a superare il preavviso contrario, dettato da motivi ideologici, della Commissione stradario.

Prima si è sostenuto che in città non ci sono strade intestate ai municipali, ma solo ai sindaci; peccato che, proprio parallela a via Monte Boglia, si trovi la “via Brentani, capotecnico”.

Poi si è argomentato che il Nano sarebbe stato “divisivo”: come se la pletora di esponenti PLR a cui, negli scorsi decenni, la città ha intitolato piazze, strade e viali, ai loro tempi facessero l’unanimità. Siamo seri.

Il Nano ovviamente non piaceva a tutti. Ma la sua importanza per il panorama politico ticinese e luganese è indiscutibile. Senza dimenticare il suo ruolo di precursore di correnti quali il sovranismo, che oggi vanno per la maggiore.

L’ubicazione individuata per la via del Nano – il tratto iniziale di via Pietro Capelli, delimitato da viale Castagnola e via Maggio – è soddisfacente. Si tratta di una strada centrale e molto battuta. È vicina alla Foce, nella cui risistemazione il Nano ha avuto un ruolo determinante, e costeggia il Campo Marzio: e il Nano è stato, tra le altre cose, capodicastero degli stabilimenti comunali.

Cambiare il nome a via Monte Boglia, richiesta che pure era stata avanzata, avrebbe imposto a centinaia di cittadini e a decine di attività commerciali una modifica dell’indirizzo, con il conseguente aggravio amministrativo. Il Nano, che si è sempre battuto contro la burocrazia, difficilmente avrebbe approvato. Senza contare che via Monte Boglia, anche con il nome attuale, già porta il “marchio” di Giuliano Bignasca.

Intanto, a $inistra sbroccano senza ritegno: bene!

Una volta trascorso il tempo necessario, sarà imprescindibile dedicare una via anche a Marco Borradori. E lui sindaco lo è stato.

Lorenzo Quadri