Ufficio federale delle strade sempre peggio – E il traffico si sposta negli abitati

I semafori piazzati dall’USTRA (Ufficio federale delle strade) si rivelano sistematicamente dei flop. L’esempio più recente sono quelli installati sul Piano di Magadino, messi in funzione a fine agosto, che invece di fluidificare il traffico (?) allungano le code, provocando effetti “stop and go”. Da notare che nel 2019 il progetto cantonale di semaforizzazione venne respinto in votazione popolare con il 73,1% dei voti. Adesso arriva l’USTRA a dimostrare che i votanti avevano ragione. È poi il colmo che la Confederella rifili ai ticinesi un progetto basato su un concetto che era già stato asfaltato alle urne, oltretutto spendendo 40 milioni di franchi del contribuente.

Si torna alla carica

Poi ci sono i famigerati semafori sull’A2, prima delle gallerie del San Salvatore e della Collina d’Oro, più volte portati a Berna dalla Lega tramite chi scrive, con tre atti parlamentari (due interpellanze e una mozione).

La mozione, presentata nel settembre 2024, chiedeva lo spegnimento degli impianti. Figurava all’ordine del giorno della sessione autunnale del Consiglio nazionale, conclusasi di recente. Tuttavia, non è stato possibile trattarla entro il termine di due anni. Di conseguenza, è stata tolta dal ruolo. Verrà pertanto ripresentata. La situazione attuale non ci sta bene. Non solo i semafori USTRA generano code inutili in autostrada, ma influiscono negativamente su tutta la viabilità del Luganese. Infatti, gli automobilisti, per evitare di rimanere imbottigliati, lasciano l’autostrada, andando così ad infesciare le strade cantonali e comunali di traffico parassitario. Inoltre, le difficoltà di raggiungibilità scoraggiano l’insediamento di aziende.

Il disastro è scontato

Adesso arriva la nuova iniziativa semaforica, che già a prima vista pare “una cagata pazzesca” (cit. Fantozzi). L’USTRA vorrebbe infatti piazzare semafori di dosaggio alle rampe autostradali, e sta valutando 120 possibili siti. In Ticino ne sono già attivi due, entrambi sull’A2 verso Chiasso: uno regola l’accesso da Lugano Sud, l’altro da Melide/Bissone. Se ne aggiungerebbero altri quattro. La funzione dei semafori sarebbe quella di far entrare le auto a intervalli, così da limitare le immissioni simultanee e rendere più fluido il flusso del traffico. L’USTRA precisa già che “la fase verde sarà più breve di quella di un semaforo convenzionale”. Ovvero: sarà quasi sempre rosso!

Quello che succederà è fin troppo facile da prevedere: codazzi dissuasivi alle entrate autostradali. Con il risultato che gli automobilisti si trasferiranno in misura ancora maggiore sulla rete viaria cantonale e comunale! Il danno già provocato dai semafori prima delle gallerie peggiorerà ulteriormente.

No agli 80 km/h

Per non farsi mancare niente, sempre con la scusa di fluidificare il traffico, il governicchio federale vorrebbe introdurre entro il 2030 un limite di 80 km/h in autostrada “negli orari di punta” su tutta l’A2. E non ci vuole molta fantasia per immaginare che quello che viene definito un limite “dinamico” sia destinato a diventare, ben presto, un limite generalizzato. La Lega a Berna ha già chiesto, tramite una mozione del sottoscritto, di rinunciare a questo progetto, le cui controindicazioni sono ovvie: 1) ancora più veicoli che lasciano l’autostrada per transitare sulle strade cantonali; 2) radar piazzati a go-go in autostrada per fare cassetta.

Che senso ha un’autostrada con un limite di velocità di 80 km/h?

La fanfaluca

In meno di dieci anni, le ore di coda in autostrada sono aumentate del 158%, passando dalle 26’345 del 2016 alle 68’040 del 2025.

Sull’A2, le ore di colonna sono aumentate dalle 11’152 del 2023 alle 15’740 del 2025, con una crescita del 30% solo tra il 2024 e il 2025. D’accordo, non saranno tutte nel Mendrisiotto e nel Luganese, ma com’era già la fanfaluca della partitocrazia secondo cui il telelavoro dei frontalieri avrebbe ridotto il traffico?

A Berna, la Lega si opporrà ai nuovi semafori sulle rampe autostradali, che non ridurranno gli ingorghi: semplicemente li sposteranno.

Invece di continuare a piazzare semafori, l’USTRA cominci a gestire diversamente gli incidenti in autostrada. Perché non sta né in cielo né in terra che questi comportino una chiusura anche di cinque ore, come accaduto in agosto a Mezzovico! È chiaro che qui ci sono procedure da rivedere. Oggi i rilievi si possono fare con i droni. Una volta recuperati i feriti, le carreggiate vanno sgomberate e riaperte!

Sappiamo chi ringraziare

Le autostrade svizzere scoppiano a causa dell’immigrazione incontrollata (un milione di abitanti in più nel giro di vent’anni) e della libera circolazione delle persone, volute dalla partitocrazia. Quindi, o si riduce l’immigrazione e si limita la libera circolazione, oppure si potenziano le autostrade: meglio ancora, entrambe le cose assieme.

I ro$$overdi, invece, vogliono l’immigrazione selvaggia – a partire da quella di giovani “in arrivo da altre culture” che si spostano in macchina non per necessità, ma per bullarsi su bolidi a leasing – e il frontalierato senza limiti. Però si mettono di traverso agli adeguamenti della rete autostradale, anche i più modesti, per motivi ideologici. Perché costoro sono contro le automobili (specialmente quelle degli altri) per partito preso.

Conclusione: se i centri abitati sono infesciati dal traffico cosiddetto parassitario, sappiamo chi ringraziare. E i semafori sulle rampe autostradali che l’USTRA ci vorrebbe rifilare peggiorerebbero ulteriormente la situazione. No pasaran!

Lorenzo Quadri