E’ l’ennesima conseguenza negativa del livellamento verso il basso su standard UE
La Svizzera diventa sempre meno interessante per i milionari stranieri in cerca di una nuova “casa”. La stima di New World Wealth (società di ricerca specializzata nella ricchezza internazionale), resa pubblica nei giorni scorsi, prevede per quest’anno l’arrivo nel nostro Paese di circa 1800 milionari stranieri, contro i 3000 del 2025.
Il calo è del 40%, quindi di certo non irrilevante.
Fermi al palo
Schweiz Heute ha approfondito il tema, e ne è emerso il quadro seguente. La Svizzera subisce la concorrenza diretta dell’Italia, che ha reso le proprie condizioni fiscali più allettanti per i ricchi. La Svizzera, ha spiegato su Schweiz Heute il responsabile della ricerca di New World Wealth, non ha perso improvvisamente il proprio fascino. Il problema è che è rimasta ferma al palo, mentre altri Paesi hanno reso le proprie condizioni fiscali più allettanti per i ricchi.
Tra questi, appunto, l’Italia, malgrado un debito pubblico di 3100 miliardi di euro in continua crescita e un deficit annuo di 70 miliardi.
Non dà più latte
I vicini a sud, diversamente dalla partitocrazia di centro-$inistra, si sono accorti che i ricchi contribuenti vanno attirati e non messi in fuga. Perché questi ricchi pagano, in cifre assolute, molte tasse (anche se possono apparire modeste in rapporto alla loro forza finanziaria). E questi soldi servono a tenere in piedi lo Stato sociale.
Ma le persone facoltose non sono importanti solo in quanto contribuenti. Grazie al loro elevato potere d’acquisto, sono fondamentali anche per le economie locali e regionali: in particolare per il settore immobiliare con i suoi annessi (edilizia, artigianato eccetera).
I $inistrati sognano invece di mettere in fuga i ricchi e di creare una società di sussidiati. I soldi per elargire sussidi a pioggia li vogliono prendere dalle tasche del sempre più sparuto ceto medio. Senza rendersi conto che la mucca ormai non dà più latte.
Odio verso i ricchi
I $inistrati odiano i ricchi, come dimostra il farneticante tentativo della Gi$o (Gioventù $ocialista) di introdurre tasse di successione predatorie sui grandi patrimoni. Tentativo per fortuna sventato in votazione popolare. Attenzione: la Gi$o non va considerata come una piccola frangia estremista e folkloristica del P$, che si deve posizionare con sparate provocatorie. Non c’è nessuna provocazione. La Gi$o ha colonizzato i vertici del P$ nazionale. I quali sono ormai composti da individui, provenienti appunto dalla Gi$o, che di “lavoro” fanno i parlamentari e che spesso e volentieri non hanno neppure concluso una formazione. La Gi$o, dunque, è il P$.
I kompagni odiano i ricchi, però sono disposti ad accogliere anche i rifugiati sanitari, vale a dire persone che non hanno alcun diritto all’asilo ma ne abusano per farsi curare in Svizzera a nostre spese, provocando costi enormi. Noto mediaticamente, e riportato più di una volta su queste colonne, il caso dei georgiani.
Evidentemente i ro$$overdi non hanno capito che, se si mettono in fuga i buoni contribuenti mentre si attirano tutti i migranti vogliosi di mettersi a carico della collettività, lo Stato va in bancarotta. Poi non ce n’è più per nessuno.
L’allarme di Garanto
Un’altra importante attrattiva della Svizzera agli occhi dei ricchi stranieri è la sicurezza.
Tuttavia, da un sondaggio di PwC Svizzera risulta che il 70% degli intervistati ritiene che la situazione della sicurezza del Paese sia peggiorata negli ultimi tre anni. E lo crediamo bene. Ad esempio, grazie alle frontiere spalancate volute dalla partitocrazia, nella zona del lago di Ginevra si sono moltiplicate le rapine nelle ville di residenti facoltosi; una delle vittime è l’ex pilota di Formula 1 Alain Prost.
Di recente il sindacato Garanto, che rappresenta il personale delle dogane, ha messo in guardia. I mezzi per combattere la criminalità transfrontaliera sono insufficienti: le risorse non bastano e le attrezzature sono obsolete. È evidente che l’allarme va preso sul serio. La criminalità straniera e le frontiere a colabrodo che tanto piacciono ai camerieri bernesi di Bruxelles danneggiano irrimediabilmente anche l’immagine della Svizzera all’estero. Con essa, la sua attrattività per i grossi contribuenti.
Perché è la Svizzera
Ma, al di là delle aliquote fiscali e della sicurezza, il nostro Paese ha finora ha calamitato tanti Paperoni dall’estero semplicemente in quanto è… la Svizzera. Ossia perché si fonda su libertà e responsabilità, perché non fa parte della fallita UE e perché è neutrale. Tema, quest’ultimo, che come sappiamo è di grande attualità.
Se la Confederazione perde i propri atout per livellarsi verso il basso su standard europei, è chiaro che la sua attrattività va a ramengo. Vale anche per la neutralità. Se un domani un facoltoso cittadino straniero deve partire dal presupposto che i suoi conti bancari (dichiarati legalmente) in Svizzera potrebbero venire sequestrati a causa della sua nazionalità, questo perché Berna, gettando a mare la propria neutralità, aderisce a qualche sanzione del piffero decisa da Bruxelles contro il suo Paese, è chiaro che non arriva qui più nessuno. Siamo curiosi di vedere come verrà gestita la famosa “neutralità flessibile”. Pori nümm.
Lorenzo Quadri